Archive for May, 2010

Robin Hood: era meglio in calzamaglia

Ieri ho pensato bene di passare un pomeriggio al cinema, e ne ho approfittato per vedere l’ultimo film di Ridley Scott. Nutrivo molte speranze su questo titolo, sopratutto perchè il film non era la solita solfa trita e ritrita del “ruba ai ricchi per dare ai poveri”, ma sembrava essere impostato come un “prequel” più realistico e crudo rispetto alla leggenda dai contorni fiabeschi che tutti noi conosciamo.

Ed effettivamente per i primi tre quarti del film sembrerebbe che l’obiettivo fosse stato raggiunto: attori ineccepibili, una visione della guerra realistica e cruenta, intrighi di corte, e una moderata ironia di fondo aveva dato al film dei contorni più che piacevoli, tanto che all’intervallo di metà film mi sono alzato per sgranchirmi le gambe soddisfatto dell’esperienza. Il problema purtroppo si è palesato dopo: da un certo punto in poi questo film è diventato la fiera delle boiate, trovate che a stento si possono perdonare in un film per ragazzini di bassa lega, ma che sinceramente dal creatore di Alien non posso proprio tollerare. Non voglio fare spoiler perchè alla fine il film non è malvagio e probabilmente molti saranno disposti a passare sopra certe scelte, se non forse addirittura approvarle, ma i miei amici ed io usciti dal cinema ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: “ma che tristezza!!”. Insomma, la più grande pecca di questo film è che sembra scritto da due autori: la prima metà matura e intrigante, la seconda banale e talvolta surreale. Forse avrei potuto uscire un pò meno deluso se tutto il film fosse stato impostato come la parte finale buonista e commerciale, ma questo mix quasi urla al crimine, insomma un’ottima occasione mancata.

Heavy Rain

Qualche tempo fa ho avuto modo di giocare ad Heavy Rain, uno dei giochi più discusso di recente per le particolari idee che ne sono alla base, e l’esperienza di gioco mi ha lasciato decisamente spiazzato. Se lo si volesse catalogare, si potrebbe considerare Heavy Rain una “avventura grafica”, anche se decisamente non è un classico punta e clicca: infatti il gioco si presenta con un taglio cinematografico, in cui la pressione di certi tasti al momento giusto decreta il successo o il fallimento delle azioni, e l’evoluzione della storia viene dettata appunto da come si affrontano gli eventi e se li si supera con successo…oppure no.

Il gioco mi ha preso sin da subito, dimostrando l’ottimo lavoro dei designer sopratutto dal punto di vista della narrazione. Nonostante i comandi non siano spesso dei migliori (muoversi lo trovo un pò spiazzante, mi ricorda un pò i primi resident evil), il gioco riesce perfettamente nel suo intento, ovvero nell’immergere il giocatore nella storia creando davvero una sensazione di “film interattivo” come mai mi era capitato prima. Inoltre non posso che inchinarmi di fronte alla magistrale regia con cui questo titolo è stato realizzato, più di una volta lo schermo è riuscito a trasmettermi le emozioni dei personaggi con una intensità eccezionale, e non voglio proprio mettermi a fare esempi altrimenti rischio di cadere nello spoiler, cosa davvero sacrilega per un titolo simile. Inoltre ho apprezzato il fatto che il gioco comprenda come extra il “make of” sbloccabile man mano che si prosegue, ad esempio non avrei mai immaginato che i personaggi del gioco sono modellati su veri attori assunti per “interpretare” il personaggio del gioco proprio come in un vero film!

Purtroppo però non tutto è oro ciò che luccica, infatti questo titolo ha comunque dei problemi. Per prima cosa, i personaggi: per quanto siano realistici e particolareggiati (specialmente i volti) durante le scene interattive, lo stesso discorso non vale necessariamente per le sessioni “ludiche”. Spesso mi vedo una scena interattiva estremamente realistica, per poi al suo termine trovarmi a comandare un pupazzo che si muove come un pupazzo…. Secondo me questi stacchi così netti minano di molto l’immersione che il giocatore prova nelle scene interattive, dimostrando che l’approccio adottato da questo gioco non è ancora perfetto. Anche a livello ludico ho qualche dubbio: normalmente i tasti da premere sono abbastanza semplici, tanto che ho seguito il consiglio di una recensione di giocarlo fin da subito alla difficoltà più elevata, ma ci sono momenti in cui il gioco chiede davvero delle combinazioni di tasti assurde che richiede alle dita di giocare un insopportabile twister sul pad, spesso fallendo miseramente e creando una fastidiosa frustrazione. Inoltre la soddisfazione che questo gioco procura è davvero breve: ho completato il tutto in circa 10 ore, e per quanto sia possibile rigiocare il gioco facendo scelte diametralmente diverse e sbloccando eventi in precedenza inaccessibili, personalmente non ho la pazienza e sopratutto il tempo di rivedere molte delle scene già viste (e che data la meccanica di gioco non si possono saltare come in un classico videogioco). Inoltre sono rimasto contrariato dal prezzo: 60 euro per un gioco simile mi sembra esagerato, ed in effetti se non l’avessi preso in bundle con la ps3 avrei aspettato di vederlo di seconda mano per provarlo.

In definitiva, Heavy Rain è sicuramente una scommessa coraggiosa nell’attuale panorama ludico, e per questo va premiato, però consiglio di aspettare di trovarlo a 20 o 30 euro di seconda mano, secondo me per quello che offre non vale la pena acquistarlo a prezzo pieno, mi chiedo quando le società di distribuzione capiranno che non sempre vendere videogiochi a certi prezzi gli fa incassare più soldi…

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