Archive for March, 2010

Kobato: L’Anime

Durante tutta la visione di questo anime mi sono sempre sentito in sospeso, in attesa di qualche colpo di scena che desse la giusta svolta al tono della storia, ma siamo arrivati alla conclusione e posso finalmente dare un giudizio finale, che purtroppo non è proprio positivo. Intanto parliamo un pò del plot: in un giorno di primavera, scende dal cielo in perfetto stile Mary Poppins Kobato, assieme al pupazzo Ioryogi. A quanto pare la missione della ragazza è curare i cuori feriti della gente riempiendo una misteriosa bottiglia con i loro cuori spezzati, che prendono forma di Konpeito (un tipo di caramella giapponese). Se riuscirà a riempire la bottiglia nel tempo stabilito, potrà realizzare il suo desiderio, altrimenti….

L’animazione non è particolarmente brillante, i primi piani sono fatti abbastanza bene ma basta già allontanarsi alla media distanza che i disegni diventano decisamente approssimativi. Le musiche sono adeguate ma niente di più, inoltre una nota va detta sulla canzone che la protagonista canta abitualmente (usando un timbro secondo me eccessivamente infantile), è sicuramente carina ma non avrebbe guastato mettere un repertorio di canzoni invece di riusare sempre la stessa ogni volta, perdendo così l’effetto meraviglia ad ogni “replica”. Anche le sigle raggiungono appena la mediocrità: la sigla iniziale, per quanto musicalmente accettabile, è supportata da un’animazione con un sacco di tempi morti che potevano benissimo essere risparmiati (ad esempio la sequenza in cui kobato corre in mezzo agli alberi), e delle due sigle finali la prima è una banale animazione in 3d, mentre la seconda è uno slideshow di illustrazioni tratte dal manga originale, che grazie a questo diventa la sigla più bella per merito della grandissima bravura delle CLAMP nel realizzare illustrazioni, ma non certo alla produzione dell’anime…

Passiamo al vero punto dolente, ovvero la storia: già dai primi episodi si percepisce che manca qualcosa, ma dato che i personaggi e la storia di fondo mi sembravano interessanti gli ho dato una possibilità, ma col passare del tempo le vicende si sono trascinate senza particolari colpi di scena, e dire che di piccoli e stuzzicanti indizi ne vengono dati (perchè Kobato non può togliersi l’onnipresente cappello? Perchè Ioryogi è costretto a seguirla?). Solo in parte questi quesiti trovano risposta alla conclusione della serie, che lascia le domande forse più interessanti irrisolte. E questo è il maggiore problema della serie: in realtà è la trasposizione animata di un manga ancora incompleto (se non sbaglio siamo ad appena tre o quattro volumetti in giappone), soffrendo quindi di tante questioni irrisolte, rimanendo più un’opportunità per vedere i personaggi di Kobato animati che non altro.

In definitiva, non riesco a dare più della sufficienza a questa produzione: è incompleto e lascia l’amaro in bocca ai fan delle CLAMP, ma d’altro canto non riesco a scendere oltre visto che è un’opportunità di vedere trasposta in animazione almeno una parte delle storie narrate nel manga. Insomma, prendete questa serie per com’è e se vi piace procuratevi l’eccellente edizione italiana del fumetto, sperando che le autrici accelerino la pubblicazione del manga.

Gravatar, l’Avatar accessibile ovunque!

Grazie a Ciccio e ai suoi commenti ho scoperto un servizio davvero interessante, ovvero Gravatar, un sito che permette di accedere ai propri avatar da qualunque parte. Molto spesso quando mi iscrivo su un nuovo forum o servizio online ho il dilemma di come impostare il mio avatar preferito, magari non ho a portata di mano l’immagine sul pc oppure non ricordo precisamente la url su cui ne ho fatto l’upload sul sito, e quindi prima di vedere il mio avatar felicemente funzionante devo perderci un bel pò di tempo. Invece questo servizio costruisce il link al proprio avatar basandosi sull’indirizzo email, quindi se il servizio online a cui ci iscriviamo supporta Gravatar, basterà usare l’email associata all’avatar e questo verrà utilizzato automaticamente! E anche se il servizio non supporta direttamente Gravatar è possibile ricavare facilmente l’url diretta, basta trovare l’md5 dell’indirizzo email (ho provato e ho trovato tanti siti che permettono di calcolare l’md5 con un click) e seguire queste istruzioni, insomma un servizio semplice ma la contempo utilissimo.

Final Fantasy XIII: Prime Impressioni

Finalmente ho potuto giocare a questo atteso gioco, anche se l’attesa è stata minata dalla valanga di recensioni contrastanti che ha ricevuto. Alcune recensioni gli hanno dato ottimi voti, mentre altre lo hanno lanciato nel dimenticatoio senza pietà, e nei forum e nei siti specializzati non è raro trovare commenti poco lusinghieri del tipo “la saga di Final Fantasy ormai non ne azzacca una”. Curioso, ho iniziato a giocare questo titolo con una certa prudenza, preparato a dover malgrado le aspettative dare ragione ai denigratori, ma fortunatamente posso dire che invece l’ ho trovato molto coinvolgente, e adesso vi spiego il perchè.

La critica più pesante rivolta a questo gioco è senza dubbio l’eccessiva linearità del titolo, che ha eliminato molti degli elementi tipici degli rpg nipponici, prima tra tutte le regolari visite alle città limitando in un certo modo la libertà di movimento del giocatore. Al loro posto, adesso gli acquisti possono essere effettuati direttamente dai punti di salvataggio, in perfetto stile “negozio online”. Sinceramente al momento non sento per niente la mancanza di questo elemento, anche perché nella prima parte del gioco (ovvero fin dove sono arrivato) i personaggi sono dei fuggitivi, quindi avrebbe poco senso girare tranquilli per una città, no? Mi riservo comunque di approfondire la questione quando sarò più avanti nel gioco (nella famigerata parte più “libera”) per vedere se questa mancanza si sente davvero tanto oppure se i designer hanno trovato una geniale soluzione alternativa, come hanno fatto per molte delle nuove idee introdotte in questo capitolo.

Qualcuno si lamenta del fatto che per le prime venti ore circa del gioco il percorso sia troppo lineare, ma al riguardo mi trovo d’accordo con le scelte prese dai designer, che hanno pensato questo “lungo prologo” come l’ideale per introdurre e approfondire i personaggi, ed ecco che mi trovo davanti ad una delle critiche su cui non mi trovo per niente d’accordo, ovvero la mancanza di profondità dei personaggi. Molto spesso ho letto di gente che si lamentava del fatto che i personaggi sono i soliti stereotipi giapponesi come visti mille altre volte, ed in effetti vedendone la caratterizzazione grafica ho temuto che questa critica fosse nel vero, però giocando e avendo modo di interagire con i personaggi mi sono dovuto assolutamente ricredere: tutti i personaggi hanno i loro punti di forza e motivazioni, tanto che dopo poche ore il gruppo di divide in 3 gruppi di personaggi con obiettivi diversi, ottimo per me dal punto di vista della narrazione.

Anche il modo in cui la storia e le emozioni dei personaggi si sviluppa è ottimo dal mio punto di vista, durante il viaggio i turbamenti e i pensieri dei vari personaggi affiorano e vengono presentati al giocatore in modo naturale in perfetto stile cinematografico, cosa in cui gli rpg nipponici sono ancora avanti rispetto alle controparti occidentali. Non fraintendetemi, ho giocato con particolare interesse rpg occidentali come mass effect 2, che ho trovato magnifico dal punto di vista di giocabilità e storia, però a pelle posso dire di preferire il modo di raccontare le storie degli rpg giapponesi rispetto a quelli occidentali, nonostante spesso gli rpg occidentali siano più innovativi e curati.

Comunque il campo in cui questo gioco da il meglio di se è sicuramente il sistema di combattimento che reputo letteralmente geniale e che effettivamente è stato recepito dalla stampa di settore come il “perché” del gioco che in molte recensioni ne impedisce la bocciatura totale. La cosa che mi ha fatto piacere di questo sistema è che ha totalmente eliminato le parti “tediose” dei combattimenti classici rimpiazzandoli con nuove meccaniche che rendono il combattimento assolutamente interessante e non ripetitivo. Per esempio, in un tipico rpg nipponico a turni scopri che un nemico è debole al fuoco, e quindi quando è il tuo turno scegli magie->fuoco e gliela spari, invece in ff13 c’è un comando che sceglie automaticamente le abilità/magie più adatte da usare contro un mostro oltre ai classici menù delle abilità. Vi chiederete: “Ma allora i combattimenti si riducono a premere l’attacco predefinito e vincere?”, e qui sta la genialità del sistema, con il sistema degli Optimum. In pratica è possibile assegnare ai personaggi un “ruolo”, che ne influisce il comportamento e le abilità disponibili, per esempio nel ruolo “Attaccante” un personaggio tenderà ad usare attacchi il cui obiettivo è fare più danno possibile, mentre con “Terapeuta” si avranno a disposizione abilità di guarigione per ristabilire il gruppo, ed ovviamente è possibile cambiare facilmente ruoli nel bel mezzo di un combattimento. Così l’attenzione in un combattimento non è più sullo scegliere le abilità giuste da una lista interminabile di abilità, ma riuscire ad adattare i ruoli e la strategia di battaglia al nemico che si affronta, e credo che il sistema di combattimento abbia decisamente centrato questo obiettivo.

In definitiva finora questo gioco si è rivelato un ottimo acquisto, ma siccome sono un inguaribile scettico spero che il tono della narrazione non scenda col passare delle ore e che il sistema di combattimento resti avvincente, probabilmente scriverò qualcos’altro su questo gioco man mano che vado avanti.

Aggiornamento Blog!

Ebbene si, finalmente mi sono deciso ad aggiornare un pò questo sito, la vecchia gestione che avevo sviluppato per gioco lascia spazio al nuovo blog basato su WordPress, spero in questo modo di postare più spesso le mie impressioni e riflessioni, fatemi sapere se avete suggerimenti visto che adesso dovrò passare un pò di tempo a riorganizzare tutto :)

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